La ciliegina sulla torta
Filippo Rossi è senza dubbio un individuo sprezzante di ogni senso del ridicolo. Dopo aver pubblicato un post veramente demenziale sulla fine dell’anarco-capitalismo, nel quale attribuisce la crisi attuale al capitalismo laissez faire, ignaro della più elementare lettura hayekiana, continua ad insistere con le sue risibili intepretazioni, a metà tra FD Roosevelt e Tom Clancy. La cosa più curiosa è che, dopo essere stato sbertucciato senza tregua su Snow Crash, e nel contempo avvisato del fatto che la crisi è dovuta proprio allo statalismo che lui auspica, il nostro non si è arreso e ha proseguito a rintuzzare con pugnaci precisazioni. Alla fine delle fiera, ci ha congedati con l’ultima, ennesima, micidiale castroneria, naturalmente pronunciata con orgoglio e a testa alta:
“Quale palese liberista si definisce antipolitico ed antidemocratico. Alla luce di tali qualificazioni, il discorso non può che interrompersi. Non accetto, infatti, di confrontarmi con chi disprezza la democrazia mentre se ne sta seduto in poltrona a scrivere del più e del meno sul web senza considerare che questa facoltà gli è riconosciuta proprio in virtù della democrazia che tanto disprezza. Mi lascia divertito, poi, un particolare. Come si può credere nella libertà e, allo stesso tempo, definirsi antidemocratici?“
Stupenda, eccezionale, fantastica. Come si può d’altronde credere nella libertà senza voler affidare la propria vita ad una casta di politici e ad uno stato che decide arbitrariamente a tavolino quale sia la legge? Come si fa amici, a non riconoscere che lo stato democratico quando ci deruba, ci mette in galera, ci nega le nostre libertà per sollazzare le corporazioni che lo tengono in vita, lo fa per il nostro bene? E soprattutto, ve la ricordate la storia della tassa sui blog che il regime democratico stava producendo durante il governo Prodi e che avrebbe democraticamente impedito a buona parte di noi di parlare, alla faccia dei blogger gonzi democratici? Un chiaro esempio di come la democrazia tuteli le nostre libertà parimenti al totalitarismo, ma con più premura e disinvoltura.
Il motivo di tutto ciò ce lo spiega “chiaramente” lo stesso Filippo Rossi:
“No, quello che chiami diritto positivo è tale per natura. Cerco solo di dimostrarvi che tale diritto, forse, trova fondamento anche nel sentire comune.“
Chiaro no? Il diritto positivo è il diritto naturale. Tutte queste tenzoni filosofiche secolari tra giusnaturalisti e giuspositivisti e invece la soluzione era su Il Caffè Piacentino. Ma soprattutto, affinchè rimanga a futura memoria, è necessario soffermarsi su questa domanda retorica-provocazione, che potrebbe essere rimasta inosservata:
“Quale palese liberista si definisce antipolitico ed antidemocratico.”
Giù il cappello signori. Una volta ancora abbiamo la conferma del fatto che Filippo Rossi ignora chiaramente ciò di cui sta parlando. Ma almeno, in questo minestrone di cazzate, possiamo renderegli onore per la sua grande onestà intellettuale:
“Guardi, se il socialismo è cercare di attuare poliche contro l’egoismo ed il cinismo, allora posso davvero definirmi fiero di essere socialista.“
Ma questo era chiaro a tutti sin dall’inizio.

Hahaha! L’ho letto!
e io che avevo detto? Gli avevo detto che ragionava da PD!
Anche lui alla fine lo ha placidamente ammesso.
Ha chiuso i commenti sul post!!!!! Grande il nostro Peter Griffin!
LEggi questa:
“il tuo discorso non è per nulla condivisibile. Parli di concorrenza, ma dimentichi che tale sistema non può che danneggiare il consumatore. Gli esempi degli ospedali e delle scuole sembrano i più adatti a dimostrare l’inopportunità della libera concorrenza in tali settori. Un ospedale cercherà di accaparrarsi clientela assumendo battendo gli altri sul piano dei prezzi. In tal modo la gente lo preferirà. Un livellamento dei prezzi, però, comporta una riduzione dei costi, compresi gli stipendi dei medici. Ciò comporta che i medici passeranno ad altri ospedali, che pagheranno salari migliori e, quindi, avranno tariffe maggiori. Il risultato sarà sempre che il medico migliore sarà presso la struttura più cara e chi non potrà permetterselo dovrà necessariamente ripiegare. Lo stesso effetto vale anche per le scuole. Un servizio pubblico, invece, permette a tutti, compresi i meno abbienti, di beneficiare di certe prestazioni a condizioni agevolate. Non vorremo certo creare un sistema sociale classista, vero?”
Non gli passa per l’anticamera del cervello che un’azienda ospedaliera potrebbe tenere tariffe basse per attrarre maggior numero di clienti e contemporaneamente assumere i migliori medici per attrarre ancora più gente?
Diciamocelo: il nostro si è visto troppe volte Sicko. La sanità americana ha miliardi di dollari federali spesi per curare chi non ha la assicurazione. Come funzioni realmente nessuno lo sa e certamente FR è il primo ad ignorarlo (come ignora circa il 90% di ciò che tratta nel suo esilarante blog).