La ciliegina sulla torta

•Ottobre 14, 2008 • 5 Commenti

Filippo Rossi è senza dubbio un individuo sprezzante di ogni senso del ridicolo. Dopo aver pubblicato un post veramente demenziale sulla fine dell’anarco-capitalismo, nel quale attribuisce la crisi attuale al capitalismo laissez faire, ignaro della più elementare lettura hayekiana, continua ad insistere con le sue risibili intepretazioni, a metà tra FD Roosevelt e Tom Clancy. La cosa più curiosa è che, dopo essere stato sbertucciato senza tregua su Snow Crash, e nel contempo avvisato del fatto che la crisi è dovuta proprio allo statalismo che lui auspica, il nostro non si è arreso e ha proseguito a rintuzzare con pugnaci precisazioni. Alla fine delle fiera, ci ha congedati con l’ultima, ennesima, micidiale castroneria, naturalmente pronunciata con orgoglio e a testa alta:

Quale palese liberista si definisce antipolitico ed antidemocratico. Alla luce di tali qualificazioni, il discorso non può che interrompersi. Non accetto, infatti, di confrontarmi con chi disprezza la democrazia mentre se ne sta seduto in poltrona a scrivere del più e del meno sul web senza considerare che questa facoltà gli è riconosciuta proprio in virtù della democrazia che tanto disprezza. Mi lascia divertito, poi, un particolare. Come si può credere nella libertà e, allo stesso tempo, definirsi antidemocratici?“ 

Stupenda, eccezionale, fantastica. Come si può d’altronde credere nella libertà senza voler affidare la propria vita ad una casta di politici e ad uno stato che decide arbitrariamente a tavolino quale sia la legge? Come si fa amici, a non riconoscere che lo stato democratico quando ci deruba, ci mette in galera, ci nega le nostre libertà per sollazzare le corporazioni che lo tengono in vita, lo fa per il nostro bene? E soprattutto, ve la ricordate la storia della tassa sui blog che il regime democratico stava producendo durante il governo Prodi e che avrebbe democraticamente impedito a buona parte di noi di parlare, alla faccia dei blogger gonzi democratici? Un chiaro esempio di come la democrazia tuteli le nostre libertà parimenti al totalitarismo, ma con più premura e disinvoltura.

Il motivo di tutto ciò ce lo spiega “chiaramente” lo stesso Filippo Rossi:

No, quello che chiami diritto positivo è tale per natura. Cerco solo di dimostrarvi che tale diritto, forse, trova fondamento anche nel sentire comune.

Chiaro no? Il diritto positivo è il diritto naturale. Tutte queste tenzoni filosofiche secolari tra giusnaturalisti e giuspositivisti e invece la soluzione era su Il Caffè Piacentino. Ma soprattutto, affinchè rimanga a futura memoria, è necessario soffermarsi su questa domanda retorica-provocazione, che potrebbe essere rimasta inosservata:

“Quale palese liberista si definisce antipolitico ed antidemocratico.”

Giù il cappello signori. Una volta ancora abbiamo la conferma del fatto che Filippo Rossi ignora chiaramente ciò di cui sta parlando. Ma almeno, in questo minestrone di cazzate, possiamo renderegli onore per la sua grande onestà intellettuale:

“Guardi, se il socialismo è cercare di attuare poliche contro l’egoismo ed il cinismo, allora posso davvero definirmi fiero di essere socialista.

Ma questo era chiaro a tutti sin dall’inizio.

Appello urgente alla rete: basta cazzate!

•Ottobre 13, 2008 • 2 Commenti

Mi sono messo in giacca e cravatta, signori: per l’occasione l’abito scuro era richiesto. Capita infatti raramente di poter assistere ad un concentrato di ultracastronerie come questo; e dunque, stando così le cose, non possiamo che allestire una gogna inghirlandata e lucida ed indossare i guanti di velluto, prima di iniziare a scagliare prodotti ortofrutticoli. D’altronde trattasi di un appello convinto e ragionato, di una soluzione premeditata, il che ci porta realmente a scendere giù il cappello e inchinarci a cotanta castroneria. Il motivo per cui una laurea in sociologia spinga ad avventurarsi in grottesche analisi economiche dagli esiti ibridi tra il demenziale e l’orrido non è chiaro, ma andiamo avanti.

In sostanza il post propone una serie di soluzioni alla attuale crisi economica che spingerebbero anche il più ateo dei senzadio a rivolgere uno sguardo di supplica al cielo. Le proposte si articolano in 4 tragici punti, già ampiamente messi in ridicolo da Lakeside Capital. Scorriamoli rapidamente, per la gioia di grandi e piccini. Nel primo punto il nostro ci spiega che sarebbe opportuno consentire alla gente che si è presa la casa senza poterla pagare di non pagarla più per un tempo indefinito. E nel contempo i banchieri figli di ‘ndrocchia vengono puniti perchè non hanno più le rette dei mutui fasulli, così si rialzano col cazzo. Nel punto due esige che i derivati vengano immediatamente dichiarati illegali. Siete in utile? Peggio per voi. Siete in perdita? Avete fatto tombola. Il punto tre è però quello che io ritengo la vera e propria meraviglia. Lo cito per intero perchè merita:

Proporre, sin da oggi, nuovi strumenti per sostenere il reddito delle classi meno agiate, qualora aumenti dell’inflazione e dei prezzi delle merci di largo consumo mettano a serio repentaglio livelli di vita già oggi precari.

Commovente, non c’è che dire. Sull’orlo della depressione, con l’inflazione galoppante, è chiaro che la soluzione auspicabile è l’aumento della spesa pubblica. Ma almeno al punto 4 si riprende (NO) e ovviamente propone di bloccare la costruzione delle infrastrutture aumentando la spesa pubblica in difesa dei redditi più bassi. Una mossa chiaramente geniale quella di deprimere gli investimenti durante una crisi finanziaria causata dal debito e rilanciare proprio con un aumento del debito.

E’ nato un mito. Lo chiameremo Maestro.

In fondo è solo satira… (ma molto in fondo).

•Ottobre 11, 2008 • 1 Commento

Qui l’originale.

Linkalo!

•Ottobre 10, 2008 • Lascia un Commento

Diablerìe genetica

•Ottobre 10, 2008 • Lascia un Commento

Dopo anni di militanza dentro Forza Italia, Paolo Guzzanti è arrivato alla seguente conclusione: ci sono gli estremi per poter pensare ad una sospetta vicinanza tra il presidente del Consiglio e suo capo, Silvio Berlusconi, e l’autocrate russo Vladimir Putin. E allora si è messo una mano sulla coscienza e una sulla fronte e giù a vomitare nella tazza del cesso. E la stampa in questi giorni è tutto un parlare del vomito di Guzzanti… forma, consistenza, colore: ci hanno detto tutto. Che poi dev’essere un vizio di famiglia: chi prima o chi dopo, i Guzzanti finiscono sempre a vomitare qualcosa contro Berlusconi, oneste stronzate o ipocrite verità, a seconda del protagonista.

Fieramente tutto e fieramente il suo contrario

•Ottobre 9, 2008 • 5 Commenti

Vandea italiana è senza dubbio un osservato speciale di Nyarlathotep. Una lucida analisi dei fatti imporrebbe che ogni singolo post del caro cianfrusaglio sia riportato qui per intero, ma per fortuna c’è già chi ci ha pensato. Nell’attesa che il nostro ne combini una delle sue (quindi nell’ordine di minuti), vi pongo un dubbio: ma secondo voi il robivecchi come starà vivendo il caso delle dimissioni di Daniela Santanchè da La Destra? Secondo voci accreditate potrebbe darsi l’eventualità che il suo già noto amore a corrente alternata per Silvio dia vita ad un nuovo esilarante capitolo della grottesca telenovela che ha fatto scompisciare in passato mezza blogosfera. Lui lo ama, poi lo odia, poi lo apprezza. Stay Tuned.

A scuola di cazzate

•Ottobre 9, 2008 • 17 Commenti

Nei commenti al post di Yoshi Distruggere la scuola? Magari! alcuni improbabili opinionisti si sono presi la briga di arricchirci con una serie di esilaranti castronerie leviataniche. E noi, ringraziando per la collaborazione involontaria, procediamo ad esporli al pubblico ludibrio. Come da copione, anche in questo caso vengono presentati i classici somari da guerra buoni ormai un po’ per tutto: la Costituzione, il contratto sociale e il bene collettivo. E ancora una volta non risulta chiaro come una vecchia cartaccia ammuffita, compilata principalmente da vecchi rincoglioniti, nonchè servi della Chiesa e dell’URSS, possa avere un valore morale superiore a quello della carta da culo. Da qui i chierichetti del papa stato passano alla questione faziosità dell’istruzione privata: chiaramente ne esce che i genitori sono faziosi mentre lo stato, che è fatto di corporazioni e gruppi di potere, NO (“Ben venga lo stato che pone dei limiti alla chiusura mentale e all’ottusità di certe famiglie).” E i privati? Le solite merde brutte e cattive che si suicidano sul mercato rinunciando volontariamente a tutta la classe meno abbiente, sistematicamente inviata a zappare la terra. Buoni scuola? Curve gaussiane? Un cazzo di nulla. E che dire dello spirito critico dei ragazzi distrutto dalle scuole a pagamento e rinvigorito dai maestri servi dei politici?

Risulta chiaro a questo punto che:

il problema di questo Paese e’ rendere (più) efficiente l’istruzione di base, non certo quello di privatizzare un qualcosa che non puo’ essere per sua natura privatizzato.”

e inoltre che

basta con sto toccasana del mercato, con sta favoletta che il libero mercato migliora la qualita’ (in questo Paese, intendo) dei prodotti. [..] Peraltro, a questa favoletta non ci credono più, da un po’, neanche gli economisti più spregiudicati (USA docunt…)!” 

Giusto per chiudere con due cazzate emblematiche.

Gli Statalisti…. che figure di merda

•Ottobre 8, 2008 • 16 Commenti

La crisi finanziaria è senza dubbio un argomento assai ghiotto di castronerie per gli improvvisati professori di economia che imperversano nella rete. Falkenberg mi segnala in proposito un delirante post comparso su “Il Fondo“, nel quale l’autore del blog si cimenta in una sgangherata analisi dei fatti dalla quale emergono delle conclusioni che definire demenziali è un eufemismo. Un rapido riassunto dell’avvinazzato resoconto:

I liberisti, nel loro evidente dominio dell’umanità, hanno stabilito la dittatura del capitalismo Laissez Faire, noto paradigma in vigore. Quando la loro ideologia è stata sconfitta dalla crisi del ‘29, causata dalle banche centrali, celebri emblemi del liberismo, lorsignori liberisti, Roosevelt e Truman (LOL), sono stati costretti a scatenare la seconda guerra mondiale, allo scopo di continuare a trarre vantaggi dalle speculazioni finanziarie cui però il liberismo inspiegabilmente si oppone. Quando però i liberisti arrivano al fallimento delle loro politiche filobancarie famose ai più, allora, come logica vuole, richiedono l’aiuto dello stato liberista, che ci mette i soldi dei contribuenti, il tutto molto liberisticamente, poichè lo stato è un concetto davvero liberista. E così i liberisti che cosa fanno? Votano a favore del piano di risanamento di Bush da 700 miliardi, ma anche contro, visto che i liberisti in USA stanno tentando di affossarlo con i denti. In questo pandemonio, i liberisti concludono che la migliore cosa è assumere una dose di clozapina per risolvere i loro problemi dissociativi e sperare nel frattempo che il Fondo la smetta con le sue castronerie, a cominciare dall’usare l’immagine “Death and Taxes” in un post contro i liberisti.

Leggi il delirio originale su Il Fondo.

E venne dall’antico Egitto…

•Ottobre 7, 2008 • 2 Commenti

 

 

La blogosfera è libertà. Ma Libertà non significa certo che chiunque possa sentirsi autorizzato a dire tutte le sciocchezze di questo mondo pretendendo poi che la punizione degli Antichi Dei non cada sulla sua testa. Quando le castronerie diventano realmente apocalittiche, Nyarlathotep scende sulla Terra e scolpisce tali idiozie nella memoria, affinchè rimangano come monito per gli stolti di ogni tempo e luogo. Per compiere ciò, il Caos Strisciante necessita del vostro aiuto. Segnalate alla nostra redazione le più ridicole scemenze che i servi del Leviatano propagandano senza vergogna in giro per la blogosfera.

nyarlathotepp@yahoo.it

Attendiamo le vostre segnalazioni. Nyarlathotep, più che un blog una gogna.